THESOLATION

Brand, abbigliamento, sottoculture, musica & shop! Foto e istantanee dalla musica, al cinema, ai vicoli bui... If The PICS Are United!

lunedì 2 giugno 2014

venerdì 30 maggio 2014

BEADY EYE - BE ( bio + full album in streaming)



I Beady Eye è la band fondata nel 2009 da Liam Gallagher dopo che il fratello cattivo ha lasciato gli Oasis. All'attivo hanno registrato due album: "Different Gear, Still Speeding" e "BE" (qui sotto potete ascoltarlo in streaming  anche se a dire la verità preferisco il primo uscito). Sonorità "fedeli alla linea Oasis" per i cui i fans non ne saranno delusi al contrario di Damon Albarn quando fondò i Gorillaz, ma quello è tutto è un altro progetto.



TracksList:
1 Flick of the Finger
2 Soul Love
3 Face the Crowd
4 Second Bite of the Apple
5 Soon Come Tomorrow
6 Iz Rite
7 I'm Just Saying
8 Don't Bother Me
9 Shine A Light
10 Ballroom Figured
11 Start Anew
12 Dreaming of Some Space
13 The Worlds Not Set In Stone
14 Back After The Break
15 Off At The Next Exit





giovedì 29 maggio 2014

SHAM 69


SHAM 69 Biografia
La storia degli Sham 69 inizia quando il fato vuole che le vite di Jimmy Pursey e Dave Parsons si incrocino proprio nel momento esatto in cui in Inghilterra si assiste a un nuova ondata di successo della musica punk, ovvero intorno al 1977. Ma la nascita ufficiale della band risale al 1975 quando Jimmy decide di iniziare a suonare con un suo amico di nome Albie Maskell, nessuno dei due è un musicista e nessuno dei due ha ben chiaro cosa voglia dire suonare n una band, ma loro si buttano nel mondo delle sette note per cercare delle risposte alle domande che assillano le loro menti di ragazzini di fine anni '70.
Dopo 2 anni di prove e qualche concerto, il fato vuole che la band di Jimmy si esibisca nello stesso locale di quella di Dave. Entrambi hanno voglia di un cambiamento, a Jimmy piace il sound di Dave e a Dave piace Jimmy e il suo modo di stare sul palco. Detto fatto: nascono i nuovi Shame 69 che, oltre a Jimmy alla voce e Dave alla chitarra, consistono in Albert Maskel al basso e Mark Cain alla batteria.
Da questo momento le cose vanno a gonfie vele: le canzoni nascono praticamente da sole e i concerti diventano sempre più frequenti. Nel frattempo a Londra il movimento punk sta prendendo ancora una volta piede, le band punk di Londra sono ormai come una grande famiglia e gli Sham 69 ne fanno parte in pieno. Ai loro concerti ora non ci sono più 4 o 5 persone, ma la gente si accalca fina a riempire il locale all'inverosimile, per lo più sono skinhead e punk attratti dalla nascente musica Oi! di cui gli Sham 69 sono tra i fondatori. In realtà sembra che il pieno di teste luccicanti sia dovuto a un episodio che risale a un concerto di qualche mese prima: un vecchio amico di Jimmy, skinhead da sempre, era andato a vederlo e Jimmy gli avrebbe urlato " Skinheads are back.", dal concerto dopo gli skinhead tra il pubblico non si contavano. 


Durante le loro esibizioni l'energia spesso si trasforma in tensione tra il pubblico che, purtroppo, a volte degenera in vere risse. Grazie a tutta la band e alla potenza e al carisma di Jimmy, gli Sham 69 diventano un vero fenomeno. Arriva quindi il momento di cercare di crescere ulteriormente: Jimmy va nell'ufficio del grande produttore Miles Copeland e gli sbatte in faccia la verità: gli Sham 69 sono la migliore punk band del momento e quindi devono partecipare al concerto dei Cortinas e dei Lurkers presso la Acklam Hall di Notting Hill. Ovviamente Jimmy ottiene quello che vuole ed è proprio grazie a questa opportunità che vengono "scoperti" niente meno che da John Cale, ex Velvet Underground, che decide di produrli.
"I Don't Wanna" è il singolo che nasce da tutto questo e, dopo averlo registrato, la band realizza che c'è bisogno di un altro cambiamento: Albie non è la persona giusta per registrare con Cale, lascia lo strumento ma diventa il road manager del gruppo. Al suo posto, a ottobre del 1977, arriva Dave Treganna.
Gli Sham 69 sono la band del momento e così si fa avanti una major. Si tratta della Polydor che li prende tra le sue fila e pubblica "Tell Us The Truth" (1978), un disco metà live e metà in studio. Dato che l'energia dei concerti è davvero qualcosa di impressionante infatti la label accetta l'idea della band di inserire dei pezzi dal vivo. Purtroppo però non va tutto per il verso giusto: il movimento degli skinhead inizia ad essere sempre più legato con l'estrema destra politica e in particolare con il movimento National Front e per gli Sham 69 è un problema. Le loro canzoni potenti sulla lotta iniziano infatti ad attirare sempre più persone per cui il divertimento è insultare e pestare le altre persone e per cui i concerti sono un modo per sfoggiare le loro idee politiche.
Ovviamente la band fa di tutto per allontanarsi dall'idea sempre più diffusa che il punk, e quindi anche loro, sia sinonimo di violenza di destra ma non è così facile. All'inizio di ogni concerto minacciano il pubblico di smettere di suonare a ogni minimo accenno di violenza, ma le cose non migliorano e i problemi continuano (in questo periodo non sono rari gli interventi della polizia durante i live).
Il singolo successivo, "Angels With Dirty Faces", vola in vetta alle chart anche grazie alla partecipazione della band a Top Of The Pop. Purtroppo i concerti continuano ad essere dei ring e, come se non bastasse, alla band non viene permesso di entrare negli Stati Uniti per esibirsi. A luglio esce "If The Kids Was United", altro singolo di successo, seguito a ottobre dall'altrettanto famoso singolo "Hurry Up Harry". Prima della fine dell'anno esce la seconda prova discografica della band con il titolo "That's Life". I dischi vendono alla grande, ma il solito problema dei live diventa insostenibile, soprattutto dopo che nel gennaio del 1979 un concerto viene interrotto dopo soli 30 minuti a causa delle risse. Il 31 gennaio Pursey annuncia che gli Sham 69 non si esibiranno più dal vivo. A luglio in compenso esce "Hersham Boys" il singolo che raggiunge la posizione 6 della chart, la più alta per un pezzo del gruppo. Anche il concerto di addio al palco della band si risolve in un disastro: dopo doli 20 minuti il palco è invaso da skinhead che fanno risse.
Escono altri due dischi ("Adventures Of Hersham Boys" nel 1979 e "The Game" nel 1980) ma ormai la band, che da il meglio di sé sul palco, è arrivata agli sgoccioli. Si scioglie ufficialmente e ogni componente prende la sua strada restando comunque tutti nel mondo della musica. Nel 1987 gli Sham 69 si riuniscono ma con una line up differente e pubblicano qualche EP e qualche singolo ma niente di eclatante. Passano gli anni e della band che ha praticamente inventano l'Oi! non si sa quasi più nulla, nessuna notizia ufficiale sul suo nuovo scioglimento ma neanche notizie che facciano pensare a un loro ritorno alla grande. Nel 2005 li si vede però tornare alla ribalta (almeno in Inghilterra) quando "If The Kids Are United" viene suonata durante l'entrata del primo ministro Tony Blair alla conferenza del partito laburista. In seguito la band viene invitata ad esibirsi a un programma della BBC durante il quale Pursey cambia il testo della canzone chiedendo al primo ministro di far tornare a casa le truppe inglesi dall'Iraq. L'anno successivo proprio gli Sham 69 vengono scelti per scrivere la canzone di supporto per la squadra di calcio inglese durante i mondiali di calcio. "Hurry Up England - The People's Anthem" è basata sulla hit "Hurry Up Harry", esce a firma Sham 69 And The Special Assembly" (vi partecipano anche O'Connell e il chitarrista deiBlur Graham Coxon) e raggiunge la posizione numero 10 della UK Top 40. Un brutto colpo viene inflitto ai fan alla fine dell'anno: la band si scioglie di nuovo, ma Parsons nonostante tutto sostiene di voler continuare come Sham 69. E così avviene dato che, insieme a Tim V alla voce, Ian Whitewoodalla batteria e Rob Jefferson al basso, Parsons si esibisce per gli States e in Europa e pubblica il disco "Western Culture. Pursey è una grava perdita per la band e alcuni dei fan più accaniti non prendono bene la scelta di Parsons di continuare ma nonostante tutto negli anni che seguono la band ottiene un discreto successo.


Sham 69 'Tell us the Truth' Documentary from 1979

THE REDSKINS (bio + foto + album in streaming)

The Redskins è un gruppo musicale inglese formato da tre "skinhead rossi" animati da passione politica che provarono a sensibilizzare l'opinione pubblica cercando di costruire un'opposizione sociale nell'era di Margaret Thatcher, attivandosi con la band in una serie di concerti e tour a favore dello sciopero dei minatori inglesi, contro il razzismo e l'apartheid.

Chris Dean (che sotto il nome X Moore aveva una carriera parallela come giornalista di New Musical Express) e Martin Hewes formarono nel 1981 a York, in Inghilterra, la loro prima band, chiamata No Swastikas. Insieme al batterista Nick King, nel 1982 si trasferirono a Londra, cambiando il nome in The Redskins. Il gruppo era fortemente politicizzato e Chris, militante del Socialist Workers Party insieme al compagno Martin, portò le sue istanze di socialismo rivoluzionario nei testi musicali che proponeva.

Durante i primi concerti a Londra il loro look ed i loro testi fecero notizia. Ci furono interruzioni e botte durante i gigs e provocazioni di ogni tipo da parte degli skinhead di destra. Nel luglio 1982 realizzarono il loro primo singolo dal titolo Lev Bronstein. Qualche mese dopo venne introdotta nel gruppo una stabile sezione fiati. Nel 1983 uscì il secondo singolo,Lean On Me. I commenti della stampa specializzata furono entusiasti e Lean On Me venne definito come il miglior singolo inglese del 1983, fruttando ai The Redskins un contratto con la Decca Records all'inizio del 1984.

La carriera della band si sviluppò parallelamente al grande sciopero dei minatori (il più importante di tutta la storia sindacale inglese), che venne seguito dai The Redskins con una passione del tutto particolare. Uscì il singolo Keep On Keepin'On e fu un altro anthem dedicato all'orgoglio della classe lavoratrice.

Nel marzo 1985 uscì un altro singolo, Bring It Down. Nel frattempo ci fu il cambio di batterista: Nick King uscì dalla band e venne sostituito per un breve periodo da Steve White e poi definitivamente da Paul Hookham. A novembre dello stesso anno, i The Redskins organizzarono una serie di dodici date denominate Anti Apartheid Tour culminate con unhappening finale a Londra al quale parteciparono Billy Bragg e Jerry Dammers dei The Specials. Uscirono nel giro di pochi mesi Kick Over the Statues! e The Power Is Yours.

Nel febbraio 1986, venne pubblicato il primo ed unico album dei The Redskins, Neither Washington Nor Moscow. Una dichiarazione, quella contenuta nel titolo, che evocava una "terza via" fuori dallo schema USA-URSS, impregnata di un socialismo internazionale che metteva al primo posto la solidarietà e l'emancipazione della classe lavoratrice.

Nel maggio 1986 venne realizzato l'ultimo singolo del gruppo, una nuova versione di It Can Be Done! (la prima è contenuta nell'album Neither Washington Nor Moscow).






Ascolta in streaming
The Redskins - Neither Washington nor Moscow

Diaframma

Diaframma e Litfiba

Dark-wave alla fiorentina

di Dario Ingiusto

Insieme ai Litfiba, i lirici Diaframma di Federico Fiumani sono stati i pionieri della dark-wave fiorentina (e italiana). Sfoderando almeno un paio di ottimi album, seguiti da un periodo più discontinuo ma non privo di spunti di rilievo
I Diaframma nascono nello stesso contesto musicale e territoriale dei Litfiba: la Firenze "new wave" dei primi anni 80. Sull'onda inglese del dark-rock decadente, i Diaframma esordiscono dapprima come cover band dei Joy Division, poi, nel 1982, incidono il loro primo singolo, "Pioggia", accompagnato dal b-side "Illusione ottica". La linea musicale del gruppo è chiara fin dai versi del singolo (La vita / si spegne / tra le gocce di pioggia). Gli splendidi testi del poeta chitarrista Federico Fiumani spingono il gruppo tra i più quotati sulla scena fiorentina dell'epoca. Seguono due singoli, "Circuito Chiuso" (1982) e "Altrove" (Contempo-1983), che confermano le notevoli capacità del quartetto, che vede nel 1984 Gianni Cicchi alla batteria, Leandro Cicchi al basso, Federico Fiumani alla chitarra e testi e Nicola Vannini alla voce. Dopo parecchie esibizioni nei club fiorentini, spesso insieme ai Litfiba, e l'allontanamento di Vannini (rimpiazzato da Miro Sassolini), i Diaframma incidono nel 1984 per l'etichetta indipendente IRA Siberia.
Album scarno, diretto ed essenziale, con atmosfere cupe e malinconiche di chiara matrice "post-punk", Siberia riscuote, con 50.000 copie, un grandissimo successo nelle vendite per la neonata etichetta. Assi portanti dell'album sono la splendida "Amsterdam", in seguito duettata con i cugini Litfiba, "Neogrigio" e la title-track, pezzi arricchiti dalle magnifiche liriche di Fiumani, vero leader di una band che cambierà ripetutamente formazione nel corso degli anni.
Nel 1986 la new wave è morta, e Tre Volte Lacrime vuole essere un avvicinamento a melodie più solari ed eclettiche rispetto a quelle tenebrose dell'album precedente, con uno dei più fortunati brani di Fiumani, "Marisa Allasio", ripreso in seguito dal gruppo napoletano Argine.

Resta però dal vivo la dimensione ideale dei Diaframma, molto apprezzati ormai anche fuori Firenze e dominatori indiscussi del circuito underground italiano di quel periodo. Peccato che in studio Fiumani abbandoni gradualmente la strada del rock per una via più commerciale. In perfetta solitudine è infatti prodotto dalla Ricordi, che vede nei Diaframma "redenti" un buon gruppo di rock d'autore. Il disco contiene brani interessanti come "Beato me", "Io amo lei" e "Verde". Segue l'uscita della compilation semi-antologica "Da Siberia al prossimo week-end", che include oltre all'Ep Gennaio, le nuove versioni di due brani storici quali "Siberia" e "Tre volte lacrime", più un paio di inediti. Contando sugli ottimi testi di Fiumani, che non perde la sua vena creativa, la Ricordi tenta più volte di far partecipare al Festival di Sanremo la band, ma Fiumani rifiuta sempre.

Negli anni 90 i Diaframma continuano su una strada decisamente lontana dal dark-punk dei primi anni, ritornando nel circuito underground con un altalenante successo commerciale. Con Il ritorno dei desideri (Contempo - 1994) le liriche accentuano il loro carattere aspro e passionale nonché lo stile personalissimo sottolineato nel caso specifico dalla produzione di Gianni Maroccolo (Csi). Partecipano al progetto anche Francesco Magnelli (che aveva già preso parte come sessionman alle registrazioni di Siberia), Mara Redeghieri (Ustmamò) e Pino Gulli (poi nei Csi). Sempre del 1994 esce l'unico disco a nome Federico Fiumani, Confidenziale, emozionante resoconto di una serie di una serie di concerti acustici tenuti in Italia.

Nel successivo Non è tardi (Abraxas - 1995) prosegue il cammino espressivo intrapreso, lirico e spigoloso, autorevole e suggestivo, illuminato e sempre fedele a se stesso. Accanto a brani duri e rabbiosi come "Ma finitela" e "Fantasmi di giorno", compaiono episodi più dolci ed intimisti come "Fiore non sentirti sola" e "Paternità". Il disco è intenso, vivace, maturo e ripropone una domanda ancora senza risposta: come mai Fiumani non ha fatto breccia nel grande pubblico e, nonostante l'unanime apprezzamento, rimane un artista poco popolare?

Sempre nel 1995 i Diaframma vincono il Premio Ciampi, a definitiva consacrazione della poetica di Fiumani.

Nel 1996 la band cambia nuovamente etichetta passando alla Flying Records di Napoli, con la quale pubblica l'album Sesso e violenza, sospeso fra punk ("Endorfina", "Tachicardico"), rock classico ("Metti in moto la macchina") e tenere ballate ("Valzer", "Bella").

Due anni dopo esce Scenari immaginari, che conferma il buon livello di affiatamento della band e la maturità di Fiumani come autore.

I Diaframma, prodotti dalla Self, ristampano nel 2001 i loro primi lavori, che ormai erano difficilmente reperibili, e inoltre raccolgono in due album (Albori e I Giorni dell'IRA) le sensazioni che avevano portato alla formazione di uno dei gruppi new wave più importanti nel panorama italiano.

Nel 2009 con Difficile da trovare, Fiumani sfoggia un nuovo piccolo saggio di cantautorato rock, sporcato di convenzionalità e di accomodante pop, ma anche di impreviste leggere virate simil-jazz, con la sezione ritmica affidata alle sapienti mani di Lorenzo Alderighi (basso) e Lorenzo Moretto (batteria). I testi spesso lasciano a desiderare e alcuni passaggi risultano addirittura inaccettabili, tipo "L'ha detto anche Prandelli che i risultati si ottengono col gioco" o "Comunque hai ragione tu, ognuno per la sua strada e non pensiamoci più", con una resa in rima fra le più scontate di sempre.
Quando la band alza i toni sul finale di "Dura madre", sa essere esaltante come ai tempi d'oro, quei tempi suggellati nella recente riedizione di Live & Unreleased, già apprezzata da queste parti. E il meglio viene conservato per le irresistibili aperture strumentali di "Dolce insonnia" e "Il sogno di te", oltre che nelle brevi e concise "Intro" e "Outro".
Si parla di sesso, di desiderio, di occasioni mancate, del grigio della vita, degli amici che si adeguano al sistema e del tempo che passa con inesorabile noncuranza.
Alla fine torna tutto, o quasi. E, tutto sommato, oggi ci può quasi andar bene così.
 DISCOGRAFIA
    * 1984 - Siberia
    * 1986 - 3 volte lacrime
    * 1988 - Boxe
    * 1989 - I pensieri di King Kong
    * 1989 - Diaframma 8183
    * 1990 - In perfetta solitudine
    * 1991 - Da Siberia al prossimo week-end
    * 1992 - Live and unreleased
    * 1992 - Anni luce
    * 1994 - Il ritorno dei desideri
    * 1995 - Non è tardi
    * 1996 - Sesso e violenza
    * 1997 - Albori 1979-83
    * 1998 - Scenari immaginari
    * 1999 - Coraggio da vendere
    * 2000 - Live al Rototom
    * 2000 - Le canzoni perdute
    * 2001 - Il futuro sorride a quelli come noi
    * 2002 - Sassolini sul fondo del fiume
    * 2002 - I giorni dell'ira
    * 2002 - Live al Big Club, 1988
    * 2003 - First recording
    * 2003 - Electroboxe - The IRA tapes
    * 2004 - Volume 13
    * 2005 - Passato, presente
    * 2007 - Camminando sul lato selvaggio
    * 2008 - Il dono - Artisti vari interpretano i Diaframma
    * 2009 - Difficile da trovare

Paul Weller & THE JAM (+ 30 foto)

La band fu attiva tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta. Furono uno dei gruppi più popolari del periodo, piazzando ben diciotto singoli tra le prime 40 posizioni delle classifiche inglesi,[5] dal loro debutto nel 1977 fino al 1982, e quattro di questi singoli arrivarono anche alla prima posizione. Due di questi diciotto singoli erano inoltre disponibili solo su dischi di importazione estera, e questi divennero i singoli di importazione più venduti di tutti i tempi in Inghilterra. Realizzarono anche sei album, l'ultimo dei quali, The Gift, raggiunse la prima posizione delle classifiche inglesi.[2] Molto popolari in Gran Bretagna, come anche nel resto d'Europa, non raggiunsero mai un buon successo commerciale inNord America, dove però conservarono un seguito da cult band. Le loro influenze musicali variarono durante la loro carriera, ed incluse tra queste c'erano il punk rock, la British Invasion, il soul americano, la musica dei Mods[5] come anche la psichedelia inglese.

Il gruppo fece anche da trampolino di lancio per il cantante, chitarrista e compositore del gruppo, Paul Weller, che rimane un artista di successo anche attualmente. Il trio era conosciuto per la sua forte energia, per le canzoni dal forte impatto pop, che incontravano decisamente i favori degli inglesi, e per la loro immagine associata ai mods. Tutti e tre i membri erano degli abili musicisti, ed ognuno di loro diede il suo contributo fondamentale al suono del gruppo. Weller scrisse e cantò praticamente tutte le canzoni originali del gruppo, e accompagnava le canzoni con i suoni della sua chitarra Rickenbacker. Il bassista, Bruce Foxton, colmò la mancanza del secondo chitarrista con la melodia del suo caratteristico modo di suonare, influenzato dai suoi bassisti preferiti John Entwistle degli Who e Paul McCartney dei The Beatles[6]. Le sue melodie, facilmente memorizzabili, fecero da base per molte delle canzoni del gruppo, incluse le hitDown in the Tube Station at Midnight, The Eton Rifles, e A Town Called Malice. Il batterista Rick Buckler suonava con la foga di Keith Moon, ma rispetto a lui studiò dei ritmi più complicati e sottili.